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Otto foto dei miei primi 16 anni
di: Maria Martino

1- Ombré, ma eri tu l'anno scorso che non leggevi alla lavagna?  E che c'è scritto là, e poi? e su dai questa è l'ultima...Che pace quando ti sei messa gli occhiali! Adesso sono io a darti il tormento... E' così che io, dalla seconda media, sono cecata. Anzi, non più. A 50 anni faccio l'operazione per affrancarmi finalmente da occhiali da vista, occhiali da vista mascherati da occhiali da sole, e poi lentine rigide, semirigide, morbide, usa e getta...quelle che non mi sono perse le ho gettate veramente. Eh basta!... Ora solo occhiali per la brespiopia, tre paia, due paia per quel poco di miopia che l'occhio sinistro ha ripreso, ci aggiungo solo gli occhiali da sole e, a parte ciò, io agli occhiali ho detto addio!

2- Sul treno Nettuno-Roma ci troviamo ogni mattina tutti noi aspiranti ad un diploma. In prossimità di Roma qualcuno salta sempre su: "Chi fa sega oggi?" Quell'oggi io e Giorgio siamo finiti a Firenze, andata e ritorno.

3-Però sono brava a scuola. Quella volta, 1969, siamo, tutti i quarti e i quinti, alla conferenza dell'europeista alemanno. In breve tempo siamo vinti dalla noia e dall'abbandono. All'arrivo del preside che chiede di essere ragguagliato, tra il gelo che ci risveglia e ammutolisce tutti, la prof. Maccarini si alza e fà: Martino avrebbe qualcosa da dire. Non ho scampo! Tiro su la testa da sotto il banco, mentre la fulmino con un'occhiata supplichevole. Non so cosa dico, ma ad un certo punto Infilo nell'esposizione un "epidermico"(Bisogno epidermico di un Europa Unita bla bla bla...) Forti applausi e plausi, rubati mi dico, mentre osservo le facce delle belle signorine che non ho smesso di disegnare per tutto il tempo che il conferenziere, in un italiano stentato e soporifero, si era sforzato di trasmetterci...bla bla bla.

4-Anche a ballare, lo shake, me la cavo. Con Teo vinco tante coppe, però faccio la fame: proibito mettere su anche solo un etto!

5-Luciana, l'amica due per una, un giorno se ne esce: "Però, Stella, sei troppo magra. Forse sei malata. Io mi farei vedere da un dottore."

6-Forse sono malata davvero. Il mio ricordo più antico è di quando mi sto buttando dal terzo piano per acchiappare la bambola che mi era volata via dalle mani. Mia madre acchiappa me per la veste appena in tempo. Ho pianto tanto e l'ho odiata ancora di più!

7-Oppure quella volta, ho già nove anni, al Gaslini di Genova. Mi conducono in un ambiente dove sarò visitata. Il medico mi dice "Mettiti, intanto, sul letto", mentre raggiunge la stanza adiacente. Al suo ritorno mi trova stesa supina sotto il letto " Ma che ci fai lì sotto?" e ride. A me era sembrato strano che mi dovessi mettere sotto il letto ma se lo aveva ordinato il dottore...

8-Ombretta mi dice "Adesso che prendi la Terza Media fatti regalare la bicicletta che io t'insegno a portarla". Così è. Sono seduta sulla mia fiammante Graziella, lei mi ordina di pedalare! "Si, ma tu reggi il sellino!" "Va bé" fa Ombretta, mentre inizia a corrermi dietro. E corre corre corre fino a che mi molla. Io inizio a curvare: destra, sinistra, destra, sinistra. Con le ginocchia che mi tremano, urlo "Ombrè, mo la piglio, mo la pig..." La malcapitata nonna di Lucia se ne stava tranquilla a far passare il tempo vicino al cancello della sua casetta..."E' tutta colpa tua che mi hai lasciato il sellino!". Povera Ombretta! Però, dura lei a corrermi dietro, dura io che sbatto,cado e sempre mi rialzo, alla fine vinco la battaglia, che ormai quattordicenne, credevo persa per sempre. Grazie amica mia!