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In corsa
di: Patrizia Rocchi

-  Ehi, dove sei?

-  Guarda guarda…

- No, senti senti. Che fine hai fatto?

- Sssss. Ascolta!

- Che cavolo?

- Sss, ascolta ti dico!

- La radio?

- Cosa senti?

- Una tromba, mi pare.

- Buon inizio. Non parlare e concentrati.

- Fabio, ma lo sai che....?

- Concentrati, che altro senti?

Un pianoforte. Tromba e pianoforte.

- Bravo! Ascolta! Come ti sembra la tromba?

- Straziante.

- Ma no, struggente!

- Va bene, struggente, ma stammi a sentire.

- Solo se ascolti per un po’ e mi lasci guidare.

- Mmm. Molto bello.

- Vero? Ho deciso che mi serve, ci sarà anche questa.

- Ma  piantala!

- Cosa ti colpisce di più?

- Ma ti pare il momento?

- Certo, questo è proprio il momento. Allora?

- La sinergia tra il piano e la tromba, il pathos.

- Vedi che se ti ci metti…

- Che cos’è?

- Enrico Rava: la canzone di Nausicaa. Solo tromba e pianoforte. È così intenso che toglie il fiato.

- Non mi dice niente. Ma ce l’hai almeno l’auricolare?

- No, sono un criminale. Scherzo, ho il viva voce.

- Almeno quello. Si può sapere dove sei?

- Autostrada. Tranquillo,  rispetto i limiti di velocità.

- E dove stai andando invece di essere qui?

- Ti stai scaldando eh? Ad Assisi. Non è pazzesco?

- È magnifico, ma io ti stavo spettando! Lo sai che avevi un appuntamento alle cinque e mezza. Che ti sei preso prima di partire?

- Praticamente niente.

- Praticamente?

- Sento una nota di allarme nella tua voce.

- Non sono più sicuro di volerlo sapere.

- Solo un po’ di fumo, nient’altro.

- Ti sei fatto una canna prima di metterti in auto?

- Un cannone. Così sto abbastanza bene e non ho problemi a guidare.

- Cazzo! E se peggiora la nevralgia  che prendi?

- Ho portato le gocce.

- Così al ritorno guidi sotto morfina?

- Che faccio, ti chiamo?

- Sai che non posso venire a prenderti! Fai venire i tuoi se devi prendere le gocce.

- A trent’anni mi viene a prendere papà?

- Prometti che  lo farai o non sposto l’appuntamento.

- Prometti che ti cerchi La canzone di Nausicaa e la risenti.

- Accidenti! Sei tu che devi fare la radioterapia!

- Hai detto che mi avresti aiutato.

- È quello che sto facendo.

- Allora esci dal tuo ruolo.

- Non ti conviene. 

- Giusto. Dammi ancora un giorno. Dopo la prossima radio non potrò guidare, chissà per quanto  tempo no?                                  

- Un giorno. Provo a fidarmi. Organizzo la seduta per domani alle 17,30 okay?

- Perfetto, senti che passaggio!

- Bello, ma me lo assicuri per domani?

- Tu mi assicuri  che farai come abbiamo stabilito? I miei non capirebbero, e poi non saranno in grado di combinare niente, dopo.

- Guarda che io sto lavorando per tenerti legato qui!

- È il tuo dovere no? Il resto sarà un piacere di cui ti ringrazio fin da ora. Ce l’hai l’elenco?

- Sì , mille volte sì.

- Allora aggiungi anche la Canzone di Nausicaa. Voglio che quel giorno ci sia tanta musica, brividi di musica e di emozioni. Che non sembri un funerale.

- Io ti aspetto.

- Ok. Ricorda, brividi di musica e di emozioni. Ciao!